Guerriero della luce.
Vita di Paulo Coelho

Editore: BOMPIANI
Collana: OVERLOOK
Pagine: 560
Prezzo: 22,00 euro
Anno di prima edizione: 2010
ISBN: 45264870

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La prima biografia ufficiale di Paulo Coelho, per scoprire finalmente la verità su un'esistenza trascorsa tra le avventure più estreme, affrontate con il coraggio di un ''guerriero della luce''. Fernando Morais ha avuto libero accesso alle carte segrete di Paulo Coelho, ai suoi diari, alle immagini mai pubblicate. E in anni di lavoro, ha scritto la storia entusiasmante di un uomo che ha affrontato e vinto le sfide delle sue tante vite: ha rischiato di morire alla nascita, ha flirtato con il suicidio, ha subìto il ricovero in un ospedale psichiatrico, ha sofferto la brutalità dell'elettroshock, è caduto nell'abisso della droga, ha provato diverse esperienze sessuali, ha incontrato il diavolo, è stato arrestato sotto la dittatura, ha contribuito alla rivoluzione del rock in Brasile, ha riscoperto la fede ed è divenuto uno degli scrittori più letti al mondo. Leggi in anteprima alcuni frammenti estrapolati dal libro

1. Seduto accanto al finestrino nella prima
fila della classe executive, con la cintura di sicurezza ancora
allacciata, un uomo in maglietta nera solleva gli occhi e fissa
un punto immaginario ben oltre la sottile parete di plastica davanti
a sé. Da un dettaglio del cappotto
(anch'esso nero), i passeggeri - i francesi, per lo meno - si accorgono
che quel compagno di viaggio non è un uomo qualunque:
sul bavero, la minuscola spilla di oro smaltato in rosso,
poco più grande di un chip, rivela che è un Chevalier de l'Ordre
National de la Légion d'honneur, la più alta e ambita onorificenza
francese, creata nel 1802 da Napoleone Bonaparte e attualmente
concessa per decreto dal presidente della Repubblica. Di certo, la commenda, assegnatagli da Jacques Chirac, non è l'unico segno esteriore di
singolarità. I capelli bianchi cortissimi
terminano in una specie di ciuffo sulla nuca, una minicoda di
cavallo anch'essa canuta, lunga all'incirca quattro dita: è la sikha,
portata da bramini, fedeli indù e monaci Hare Krishna.
Baffi e pizzetto bianchi, curati meticolosamente, ornano la parte
inferiore di un volto magro e gioviale, abbronzato dal sole.
Alto un metro e sessantanove centimetri, è un uomo esile, ma
muscoloso e asciutto, e il suo corpo non rivela alcuna traccia
di grasso.

2. Sono passati vent'anni, sono cambiate la metodologia e la tecnologia, ma lo
scrittore continua a comportarsi in un modo assai meticoloso:
tramite il cellulare o il notebook riceve report esclusivi e, ovunque
si trovi, controlla il numero delle edizioni, la distribuzione,
l'interesse dei media e la posizione di ciascuno dei suoi libri
nelle classifiche dei best-seller - dalla Terra del Fuoco alla Groenlandia,
dall'Alaska all'Australia.

3. Uno dei suoi percorsi preferiti conduce alla cappella di Notre Dame de Piétat, nel comune
di Barbazan-Debat, tra Saint Martin e Tarbes. Là, si inginocchia,
fa il segno della croce, recita una rapida preghiera, lascia cadere
una moneta nella cassettina di latta e accende una candela davanti
alla piccola statua di legno dipinto della Vergine Maria che
tiene in braccio un insolito Gesù Bambino: benché mostri le fattezze
di un bimbo, ha il corpo martirizzato e la barba lunga.

4. Il tran-tran di Paulo prevede che un pomeriggio alla settimana
sia riservato alla lettura della corrispondenza cartacea. Ogni
sette giorni, lo scrittore si occupa dei volumi spediti dal suo ufficio
in Brasile e dalla Sant Jordi di Barcellona. Impilati sopra
un tavolo nel prato del giardino, i pacchi vengono aperti con
un temperino dal manico di osso e le lettere suddivise in blocchi,
a seconda della loro dimensione. Di tanto in tanto, il silenzio
è interrotto dal muggito di una mucca o dal rumore lontano
di un trattore.

5. La mia prima lezione nella vita: se una cosa fa male, affrontala subito,
per lo meno il dolore finisce in fretta.

6. Benché fosse solito dire che amava ricevere lettere, ma non scriverle, non appena apprese i primi rudimenti della scrittura Paulo approfittò di ogni ricorrenza per riempire pagine e pagine di lettere che indirizzava principalmente ai genitori. Il loro contenuto rivela un ragazzo maturo, delicato e preoccupato per la cattiva fama di alunno indisciplinato e poco studioso.

7. Scrivere di se stesso e della sua vita quotidiana lo sedusse a
tal punto che Paulo cominciò a repertare regolarmente ogni
evento - ora in un diario manoscritto, ora dettando a un magnetofono
portatile e conservando le cassette. Con l'avvento
dell'informatica, i quaderni a spirale furono sostituiti dai file.
A un certo punto, raccolse la produzione accumulata fino a
quel giorno - quasi quattro decenni di confessioni - e la depositò
in un baule, che chiuse con serratura e lucchetto. In 170
quaderni manoscritti e in 94 CD audio sono conservati i dettagli
della sua vita e gli sfoghi della sua anima dal 1959, quando
aveva dodici anni, fino al 1995, quando ne aveva quarantotto.
Fu allora che cominciò a scrivere direttamente al computer.
Ormai adulto e famoso, in un testamento pubblico stabilì che,
subito dopo la sua morte, il baule avrebbe dovuto essere bruciato
con tutto ciò che conteneva - una decisione successivamente
revocata a beneficio di questa biografia.

8. Fu in una calda mattinata dell'ottobre 1962 che Paulo partì
per il suo incontro con Dio. Nella piccola valigia preparata dalla
madre c'erano, oltre agli abiti e ad alcuni oggetti di uso personale,
i suoi nuovi e inseparabili compagni: un quaderno dalla
copertina rigida e una penna stilografica per gli appunti che,
giorno dopo giorno, stavano prendevano la forma di un diario.
Alle otto del mattino, tutti i ragazzi in partenza per l'eremo erano
in riga nel cortile del Santo Inácio. Mentre aspettava l'autobus
che lo avrebbe portato alla Casa di Gávea, il futuro scrittore
fu pervaso da un insolito e spavaldo coraggio. In compagnia di
due amici, entrò nella cappella buia, aggirò l'altare e scese le scale,
diretto alle catacombe. Illuminato solo da candele, il sotterraneo
ingombro di casse e scatoloni aveva un aspetto tremendamente
lugubre. Con suo grande stupore, però, anziché essere
preda del terrore, come aveva sempre immaginato, Paulo avvertì
una strana sensazione di conforto. Gli sembrò di dover cercare
in quel luogo la spiegazione al suo inatteso ardimento. Più tardi,
avrebbe scritto nel quaderno: ''Forse mi trovavo davanti non
alla morte, con le sue tetre fattezze, ma al riposo eterno di coloro
che erano vissuti e avevano sofferto per Gesù.''

9. In verità, Paulo si considerava uno scrittore ancor prima di
affermarlo. Oltre a essere stato il vincitore di un concorso di
scrittura al Nossa Senhora das Vitórias, da quando aveva imparato
a leggere e scrivere poteva dire di essere un poeta, di praticare
la poesia. Infatti componeva versi e strofe per i genitori,
i nonni, gli amici, i cugini, le ipotetiche fidanzatine e persino
per i santi venerati dalla famiglia. Piccoli componimenti come
questo, ispirato alla Vergine Maria: ''Signora, in questa notte
febbrile di adolescenza / Io vi offro la mia infanzia pura / Che
ora il fuoco divora / E trasforma in fumo affinché salga sino a
voi. / Che il fuoco mi liberi anche dal passato'', oppure brevi
strofe dedicate ai genitori come: ''Se il bene più grande del
mondo / Dio concede a coloro che son genitori / Altrettanto
sicuro e innegabile è che / Sono essi a soffrire di più.'' Se non
aveva qualcuno a cui dedicare i propri versi, li scriveva per se
stesso: ''Il passato si è spento / E il futuro non è ancora giunto.
/ Vago nel presente irreale/ Con amori, ideali e dubbi / Come
se fossi solo / Ad attraversare questa vita.''

10. ''La propaganda sarà il principale elemento del
mio programma letterario. E sarò io stesso a gestirla. Con la
pubblicità, obbligherò il pubblico a leggere e a giudicare ciò
che scrivo. Se i miei libri avranno vendite eccezionali, si tratterà
solo di una conseguenza secondaria. Per me, sarà molto più
importante stimolare la curiosità riguardo alle idee, alle teorie
che esporrò nei miei scritti.''

11. "L'Alchimista è anche un testo simbolico. Nelle sue pagine, non
soltanto ho cercato di trasmettere quanto ho appreso, ma anche di
rendere omaggio a grandi scrittori che sono riusciti a penetrare nel
Linguaggio Universale: Hemingway, Blake, Borges (che si 'è ispi-
rato a una storia persiana per uno dei suoi racconti) e Malba Tahan
fra gli altri.''

12. Come ogni scrittore, sono sempre stato attratto dall'idea di
un'autobiografia. Ma è impossibile scrivere su se stessi senza finire
per giustificare gli errori e ingigantire i meriti - è insito nella natura
umana. Ecco perché ho accettato immediatamente la tua proposta
sul libro, pur sapendo di correre il rischio di veder rivelate
cose che avrei preferito tacere o che, a mio parere, sono ininfluenti.
Comunque, visto che appartengono alla mia vita, pian piano mi
sono convinto che sarebbero dovute esser mostrate. Da qui la mia
decisione di consentirti l'accesso ai diari che scrivo dall'adolescenza
- una decisione di cui mi sono pentito più volte nel corso degli ultimi
tre anni.
Anche se non dovessi riconoscermi nel tuo libro, so che in quelle
pagine c'è una parte di me. Mentre mi intervistavi, e io ero obbligato
a ripercorrere con la mente alcuni periodi della mia vita, pensavo:
''Quale sarebbe stato il mio destino se non avessi sperimentato
tutto ciò?''